IL PROGETTO DI RESTAURO SUBACQUEO

Un percorso di ricerca, sperimentazione e innovazione per sviluppare un sistema automatico di miscelazione e pompaggio di malte subacquee, pensato per la conservazione dei siti archeologici sommersi.

TET, C.S.R. Restauro e CeRSITES – Sapienza hanno unito le proprie competenze per sviluppare un sistema integrato di miscelazione e pompaggio di malte speciali.
Una tecnologia pensata per operare in ambiente subacqueo, al servizio della conservazione del patrimonio archeologico.

Chi partecipa al progetto

Un partenariato tra startup, restauratori e università, per coniugare innovazione e tutela dei beni culturali.

Partner del progetto per il restauro subacqueo: TET, CSR e CeRSITES

Startup specializzata in materiali e tecnologie per il restauro architettonico e monumentale.

Partner del progetto per il restauro subacqueo: TET, CSR e CeRSITES

Restauratore di beni culturali esperto in materiali lapidei e archeologici subacquei.

Partner del progetto per il restauro subacqueo: TET, CSR e CeRSITES

Logo CSR Riccardo Mancinelli – restauratore beni culturali sommersi

Cosa stiamo sviluppando

L’obiettivo del progetto è realizzare una nuova generazione di sistemi di pompaggio di malte speciali, adattati all’ambiente subacqueo.
La tecnologia consente di applicare i materiali in modo controllato, migliorando la precisione, riducendo i tempi di intervento e garantendo maggiore sicurezza agli operatori subacquei.

Prototipo del sistema di miscelazione e pompaggio per malte subacquee sviluppato nel progetto di restauro

PRIMA E DOPO

Tecniche manuali tradizioni

Applicazione con siringhe veterinarie e sac à poche, con scarsa precisione e tempi lunghi.

Tecnologia di nuova generazione

Sistemi meccanici integrati che garantiscono un’erogazione continua e controllata anche in immersione.

Le fasi del progetto

Dall’idea alla validazione: un percorso di ricerca e sviluppo.

Mese 1 - 3
Ricerca industriale
stato attuale dell'arte, un restauratore subacqueo lavora con vecchie strumentazioni
WP1 – Analisi delle esigenze prestazionali dei materiali e delle attrezzature per l’impiego subacqueo

Il WP1 costituisce la base metodologica dell’intero progetto.
Prima di passare alla prototipazione (WP2), è necessario definire con precisione le esigenze operative del restauro in ambiente sommerso. [..]

Mese 3 - 6
Ricerca industriale
Simulazione fluidodinamica e progettazione delle attrezzature di pompaggio per malte subacquee – fase WP2 del progetto
WP2 – Caratteristiche dei formulati e progettazione delle attrezzature

Il WP2 approfondisce le caratteristiche dei formulati e la progettazione delle attrezzature per il sistema automatico di pompaggio di malte subacquee. [..]

Mese 6 - 16
Sviluppo Sperimentale
WP3 - Testing in laboratorio e in sito archeologico

Il WP3 prevede prove preliminari in vasche di laboratorio, seguite da test in ambiente subacqueo reale, con l’obiettivo di valutare la funzionalità del sistema automatico di pompaggio di malte subacquee. [..]

Mese 6 - 16
Sviluppo Sperimentale
WP4 – Caratterizzazione dei formulati

Il WP4 rappresenta la fase di Sviluppo Sperimentale in cui i formulati elaborati nei WP precedenti vengono sottoposti a prove meccaniche e test ambientali avanzati. [..]

Mese 16 - 18
Sviluppo Sperimentale
Ultima fase di rimodulazione dei formulati e adattamento alle attrezzature di pompaggio subacqueo – WP5
WP5 – Rimodulazione del formulato e adattamento alle attrezzature

Il WP5 rappresenta la fase conclusiva della ricerca e si concentra sulla rimodulazione dei formulati e sull’adattamento delle attrezzature di miscelazione e pompaggio, integrando le evidenze raccolte nei WP2 e WP4. [..]

Mese 1 - 18
Sviluppo Sperimentale
Convegno tra i partner del progetto dedicato alla tecnologia per il restauro subacqueo.
WP6 - Coordinamento, diffusione e trasferimento dei risultati

Il WP6 è dedicato alla gestione del progetto, alla diffusione dei risultati e al trasferimento delle conoscenze verso il pubblico, i professionisti del restauro e la comunità scientifica. [..]

Dove viene testata la tecnologia

Le prime sperimentazioni avvengono presso le Ville Romane sommerse di Baia (NA), nel Golfo di Napoli, un contesto unico per la ricerca subacquea archeologica. Le condizioni ambientali del sito hanno permesso di validare il funzionamento della tecnologia in un contesto reale e complesso. La tecnologia, tuttavia, è pensata per essere impiegata ovunque vi sia la necessità di interventi di restauro subacqueo.

Perché questa tecnologia è importante

Le tecnologie per il restauro subacqueo sono fondamentali per proteggere il patrimonio archeologico sommerso, spesso fragile e difficile da raggiungere.

Restaurare sott’acqua non significa solo recuperare strutture, ma preservare la memoria di ciò che il mare custodisce.
L’innovazione tecnologica permette oggi di intervenire in modo più rispettoso, preciso e sostenibile, aprendo nuove prospettive per la tutela dei beni culturali sommersi.

Efficienza

Riduzione dei tempi di applicazione e miglior controllo dei materiali.

Sicurezza

Minore esposizione degli operatori e processi più stabili in immersione.

Tutela del patrimonio

Maggiore precisione e durabilità degli interventi conservativi.

Scopri gli articoli di ricerca e sperimentazione

Segui le fasi di sviluppo e i risultati del progetto nei nostri articoli dedicati.

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